Miti e Leggende dal Mondo: I Licantropi II

Scritto il ottobre 5, 2009 da angel812

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Vi avevo lasciato, miei cari lettori, con la prima parte del mistero dedicato ai licantropi, ora è giunta l’ora di concludere la nostra breve storia.

Come spiegato nel precedente post, la connotazione del mutaforma da benevola, con il passare del tempo assunse connotati sempre più maligni, fino a definire il lupo mannaro come il servo preferito del diavolo.

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Ma esistono testimonianze di licantropi in l’Europa oppure è solo un mito?

La storia relativamente moderna d’Europa ha tantissime testimonianze dell’esistenza del fenomeno della licantropia, ma spesso queste testimonianze si mescolano al folklore assumendo i toni a dri poco fiabeschi.

La cittadina tedesca di Wolfsburg in Germania ha una storia molto recente e misteriosa. La città della Bassa Sassonia fu fondata nel 1933 dai Nazisti, come città modello per lo sviluppo economico ed industriale europeoo, la piccola cittadina è attualmente sede della Wolksvagen e l’intero nucleo urbano si sviluppa intorno la grossa industria automobilistica. Ma perchè i nazisti scelsero quest’angolo della Bassa Sassonia per impiantarvi le prorpie industrie?

Alcuni antichi pamphlet tedeschi e testimonianze di storiografia barbara, dicono che nei pressi della citadina si ergesse e si erge ancora un castello del 1600. Le leggende intorno a questo castello sono molteplici, ma quella più diffusa era che la rocca fosse inespugnabile, difesa costantemente da una famiglia che tendeva sempre ad aumentare di numero, questa famiglia era dotata di forza straordinaria e durante la notte tramite un rito magico, questi ultimi fossero ing rado di cambiar forma e trasfrormarsi in enormi lupi. Non a caso Wolfsburg significa anche città dei lupi.

schloss 450x294 Miti e Leggende dal Mondo: I Licantropi IIIl Castello di Wolfsburg

Forse i nazisti pensarono, che costruendo un sito industriale in quella zona fossero rimasti indisturbati per lo studio e la scoperta del mistero dei mutaforma.

Ma la testimonianza più vera e cruenta riguardante la licantropia è in merito alla Bestia delGevaudam. Dal 1764 al 1767 la provincia francese del Gevaudan oggi Lozere fu terrorizzata da una betsia assetata di sangue.

A partire dalla primavera del 1764 strane cose accaddero nei boschi della piccola regione al Sud della Francia. Prima i capi di bestiame, poi persone per la maggior parte donne e bambini iniziarono a perdersi nei boschi senza far più ritorno. Le testimonianze parlano di una grossa bestia simile ad un lupo, che sovente attaccava greggi e persone. Per stanare l’animale la guardia francese inviò ben 56 dragoni (corpi speciali dell’esercito) accompagnati da espertissime guardie forestali.

Il capitano Duhamel a capo dei miliziani dichiarò più volte di aver avvistato la bestia, descrivendola come un grosso ibrido delle dimensioni di un vitello di un anno, dal lungo pelo nero e da zanne lunghe come coltelli. Gli attacchi continuarono per tre anni, le vittime accertate della bestia del Gevaudan furono più di 120, fin quando i miliziani nel 1767 riuscirono ad uccidere un enorme lupo, lungo quasi 120cm e dal peso di 260kg. Molte teorie si susseguirono dietro il mistero della belva, anche perchè nel triennio interessato furono ammazzati ben tre lupi dalle dimensioni fuori dal comune. Addirittura oltre la teoria del Lupo Mannaro, che sovente abiatava l’immaginario collettivo un’altra teoria era quella riguardante un serial killer, che alla maniera dei Berseker si vestiva utilizzando solo pelli di lupo. Da questa fantasiosa teoria fu tratto anche il film del 2001 di di Cristoph Gans ” il Patto dei Lupi” con Monica Bellucci. Alla bestia del Gevaudan nello stesso periodo possiamoa anche avvicnare l’italianissima bestia di Cusago. Nelle campagne milanesi durante l’estate del 1792 furono sbranati 10 bambini, vi riporto la testimonianza di chi aveva avvistato la bestia.

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“lunghezza di due braccia circa, alta un braccio e mezzo come un vitello di ordinaria grandezza, con la testa simile a quella di un maiale, orecchie da cavallo, peli lunghi e folti sotto il mento come le capre ed il resto del corpo baio rossino sulla groppa e lungo di egual colore sotto la vita, con la coda lunga arricciata, zampe sottili ma larghe alle estremità con unghie lunghe, con un grosso petto che va restringendosi posteriormente”.

La bestia venne uccisa, molti nel vederla la scambiarno per la corcota un animale medioevale, ma per altri non era che un lupo ibrido, frutto dell’incrocio tra un canide ed una grossa lupa.

Le cronache europee sono piene di testimonianze di attacchi effettuati da grosse bestie contro greggi, oppurte contro bambini e giovani donne indifese. Come potete notare cari lettori, non si è mai fatto riferimento alle pallottole d’argento come arma letale da utilizzare contro i lupi oppure la luce del sole, le armi su citate sono state introdotte dall’industria cinematografica pr aumentare la l’effetto della finzione scenica.

Il rapporto tra uomo e bestia nell’immaginario colletivo è sempre stato molto, ma molto forte, questi antropologicamente parlando, rappresenta il nodo essenziale tra l’uomo ed il suo passato, tra l’uomo e la Madre Terra. Le religioni animistiche prima dell’avvento del cristianesimo, vedevano nei mutaforma segni divini,. Gli stessi druidi come del resto i guerrieri erano soliti vestirsi nelle occasioni più importanti con pelli di animali. I Berseker, i guerrieri folli, della cultura norrenica vivevano in grossi branchi ed alcuni di loro, i più potenti, erano capaci di mutar forma..

Tutt’ora una visoone differente dei mutaforma la troviamo presso le antiche leggende degli indiani d’America. I nativi americani, ormai confinati a vivere in riserve, hanno sempre creduto nella forza dello spirito guerriero. Antiche leggende tramandate oralmente narrano di come lo spirito del guerriero durante la notte abbandoni il corpo degli esseri umani, per trovare alloggio nelle spoglie animali dei lupi. In quel momento, lupo e uomo diventano una cosa sola ed il lupo da predatore si trasfroma in guardiano, sorvegliando gli accampamenti e facendo ronde nei boschi con l’unico scopo di allontanare gli invasori ostili. la tribù dei Panwee, che vive in Nord America ai confini con il Canada dice di essere discendente dai lupi, i loro capi tribù durante il consiglio degli anziani sono soventi utilizzare pelli di lupo per ribadire il potere ed avere maggior rispetto.

Credenze popolari, leggende, antropologia comparata, tutto ci riporta al nostro passato. Un passato ormai dimenticato e distrutto da altre credenze che definiamo religiose, più spirituali che ci han fatto perdere il contatto con quella che è la nostra relae natura, da quelle che sono le nostre origini.

Amici miei, quindi, se durante le notti di tempesta sentite ululare, non avete timore qualcuno sta sorvegliando la vostra dimora e vi protegge cullandovi con il dolce suono della sua voce.

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Commenti (1)

 

  1. mattiuz scrive:

    mi e piaciuto molto questo acconto….. ma seondo te esistono ancora lupi mannari???

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